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ISSN 1594-1051 |
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| URL: www.chirurgia-oncologica.net | Edizione semestrale italiana di Surgical Oncology net | |
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Il concetto di linfonodo sentinella Dr
Romeo Giuli specializzando in Chirurgia Generale Università
di Siena primo semestre 2002 (giugno) To home page
Il concetto di linfonodo sentinella, dapprima applicato allo staging del melanoma, si basa sull'assunto che lo stato istopatologico del primo linfonodo sulla via di deflusso linfatica da una neoplasia, rappresenti una indicazione della diffusione metastatica alle stazioni linfatiche di drenaggio.
Premesso che la tecnica di mappaggio linfatico intraoperatorio del così detto linfonodo sentinella ha un alto grado di successo in mani esperte, tuttavia segnaliamo i problemi sollevati al proposito nella letteratura.
Il linfonodo sentinella è quello anatomicamente più vicino alla neoplasia? Certamente se la fisiologia del drenaggio linfatico contempla questo linfonodo come il primo a ricevere il drenaggio dal sito di iniezione della sostanza mappante.
Il linfonodo sentinella è il primo linfonodo che diviene visibile alla linfoscintigrafia? Certamente, ma talora dalla regione tumorale si dipartono più di un canale linfatico, confluenti a diversi linfonodi, definiti "first tier nodes". Si possono evidenziare alla scintigrafia anche in momenti successivi, e pur tuttavia sono tutti linfonodi sentinella.
La lucentezza di un linfonodo allo scintigramma è indicativa? No perché la quantità del tracciante che si accumula in un linfonodo non dipende solo dalla sua posizione nella via di deflusso linfatica, ma anche dal numero dei vasi linfatici che ad esso pervengono, dalla sua grandezza, dalla avidità dei macrofagi nei confronti del tracciante e da tutta una serie di variabili quali l'esercizio fisico, il massaggio nella sede di iniezione e l'idratazione del paziente.
Inoltre sono fattori influenzanti la distanza dalla gamma camera e l'eventuale salto delle prime stazioni linfonodali. Questo fenomeno del passaggio del tracciante alle stazioni successive a quelle "first tier" si può evidenziare anche nel metodo che usa il colorante blue, e si spiega con una alterazione patologica delle vie di deflusso linfatico.
Da segnalare la importanza della linfoscintigrafia preoperatoria che orienta e guida il mappaggio intraoperatorio.
Quindi si può concludere che la tecnica ha un alto indice di affidabilità se effettuata da chirurghi esperti, che possono scegliere di usare il colorante vitale, la linfoscintigrafia o entrambe; tuttavia nell'ottica di una ampia diffusione della metodica restano da dirimere questioni circa il timing, la dose e il tipo di radiotracciante; la tecnica ottimale di mappaggio; le indicazioni e le controindicazioni alla tecnica; e la certificazione di idoneità per chirurghi, patologi e medici nucleari.
Nuove frontiere sono rappresentate dalla ricerca nel linfonodo sentinella delle micrometastasi sia con la immunoistochimica, che con metodi di analisi di markers molecolari come la RT-PCR.
Per le note bibliografiche e una trattazione più dettagliata vedi Surgical Oncology net
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